mercoledì 3 febbraio 2016

Dylan Dog - Il generale inquisitore

Dylan Dog N°  353 
Il generale inquisitore

Soggetto Sceneggiatura: Fabrizio Accatino 
Disegni: Luca Casalanguida 

Copertina: Angelo Stano 

Periodicità: mensile 
Uscita: 28/01/2016 

Il regista Michael Reeves, nonostante la sua morte in giovane età per overdose, ha realizzato i suoi tre film ed il pubblico li ha resi culto del genere horror. Avvicinato da uno degli attori del cast originale del suo ultimo film, in Dylan Dog nasce la curiosità di sapere qualcosa di più sul destino del regista. C'era veramente un finanziatore occulto che sovvenzionava la sua ultima opera? Perché non si è mai palesato? Le circostanze della morte erano davvero così chiare all'epoca?
Intanto, a Londra, il misterioso e crudele Mister Long cattura e tortura giovani e belle donne in odore di stregoneria. C'è qualche relazione con il Generale Inquisitore protagonista dell'ultimo capolavoro di Reeves?

Carta bianca per Fabrizio Accatino, soggetto e sceneggiatura tutti suoi. E bisogna dire che sia l'uno che l'altro sono veramente ben riusciti. Intrigante l'idea di creare eventi paralleli intorno a una figura mitologica del cinema inglese, il regista Michael Reeves, e di sviluppare le storie tra passato e presente. La sceneggiatura risulta essere tanto curata da grondare informazioni che possono incuriosire il lettore per studi futuri. Chi era veramente Reeves? Ha avuto intorno una figura così misteriosa durante la realizzazione dell'ultimo suo film? Era così geniale per l'uso di sostanze stupefacenti o la sua morte non è stata così un caso, come è sempre stato creduto? Una trama ricca e corposa che rende questo Dylan Dog ben più lungo delle sue 96 pagine canoniche, sia per il tempo che la lettura ne richiede sia per gli spunti collaterali che regala.

Ai disegni Luca Casalanguida. Tratto pulito, ricco di dettagli quando deve, più essenziale quando richiesto. Grande talento per la rappresentazione del corpo femminile, ed in un episodio che parla di stregoneria è necessario, e scene dinamiche reali e coinvolgenti.

L'accoppiata si rivela azzeccata e riesce a far risultare simpatica anche una vegana accanita come Imogen, la fidanzata di turno dell'ex Old Boy.

Un numero interessante, che sembra essere stato strappato via dalle sceneggiature per Martin Mystère.
Manca sempre la visione promessa da Recchioni di una trama verticale. E' innegabile il salto qualitativo che la testata ha compiuto nelle sue mani, rispetto alla gestione Gualdoni. Risulta, però, avara di vere novità, se non i primo botti sparati ormai più di un anno fa.

Confidiamo.

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